Una delle caratteristiche distintive della scuola italiana è l’attenzione all’inclusione.

Per interpretare l’inclusione come modalità “quotidiana” di gestione delle classi, la formazione deve essere rivolta sia agli insegnanti specializzati nel sostegno, che a tutti gli insegnanti curricolari.

Indicazioni e Linee Guida ricordano che la diversità pone all’azione didattica ed educativa una grande sfida: essere capaci di fronteggiarla, disponendo di adeguate competenze nelle strategie didattiche inclusive, risponde non

solo ai bisogni degli alunni disabili o con Disturbi Specifichi di Apprendimento, con altre difficoltà o disturbi evolutivi e con svantaggio sociale e culturale, ma innalza la qualità dell’apprendimento di tutti gli alunni.

L’obiettivo quindi è ripensare la progettazione curricolare come flessibile e aperta a differenti abilità, attenta all’accrescimento di competenze complementari sviluppate che concorrono al percorso educativo personalizzato

degli studenti. Attualmente, sono circa 258.000 le classi e 420.000 gli alunni certificati con disabilità e DSA.

Un aspetto chiave è inoltre quello della “presa in carico” dell’alunno, che

deve essere realizzato da tutta la “comunità educante”, evitando processi di delega al solo docente di sostegno. Da qui dunque la necessità di interventi formativi mirati, specifici, modulari – ossia che tengano conto dei diversi livelli di partenza di chi accede alla formazione – e, soprattutto, basati su una visione partecipata dell’inclusione e orientati alla cooperazione e al cooperative teaching.

All’inizio di ogni anno scolastico – così come anche richiamato dalle Linee guida per l’ integrazione scolastica degli alunni con disabilità (2009) – è auspicabile che si realizzino incontri e riunioni mirate con la più ampia partecipazione del consiglio di classe o dell’intero team docente in tutte quelle classi che accolgono alunni con disabilità o con altre difficoltà/disturbi di apprendimento per prevedere collegialmente specifici interventi formativi.

È fondamentale evidenziare, anche all’interno dei percorsi formativi, l’importanza del lavoro in rete e della programmazione territoriale rammentando l’operato e la disponibilità di scuole-polo per l’inclusione, presso le quali

operano docenti con specifiche competenze (ad esempio nel campo delle

nuove tecnologie per la disabilità).

CONTENUTI CHIAVE

La scuola inclusiva: ambienti, relazioni, flessibilità ; classi inclusive; progettazione individualizzata e personalizzata: modelli e metodologie; valutazione degli apprendimenti e certificazione delle competenze degli alunni con disabilità; autovalutazione, valutazione e miglioramento dell’inclusione nell’istituto; piano dell’inclusione: strategie e strumenti; la

corresponsabilità educativa; gestione della classe; leadership educativa per l’inclusione; tecnologie digitali per l’inclusione; didattiche collaborative, differenziazione didattica, misure compensative e dispensative; ruolo

delle figure specialistiche; ruolo del personale ATA; ruolo di altri soggetti del territorio appartenenti alla “comunità educante”; relazione tra progettazione e metodologie didattiche curriculari e sviluppo di competenze complementari sviluppate anche in orario extrascolastico che concorrono positivamente al percorso educativo complessivo; sostegno

“diffuso”; progetto di vita.

LINEE STRATEGICHE

Rafforzare la capacità di ogni scuola di realizzare elevati standard di qualità nell’inclusione, anche attraverso la formazione di figure di referenti, coordinatori, tutor dell’inclusione e la definizione di indicatori di qualità, l’analisi dei dati, la verifica di impatto, gli esiti a distanza;

• Promuovere e favorire la relazione con le famiglie e le associazioni valorizzando la condivisione di obiettivi e le modalità di lettura e di risposta dei bisogni;

• Promuovere metodologie e didattiche inclusive;

• Garantire percorsi formativi specifici per tutti gli insegnanti specializzati di sostegno, anche per approfondire conoscenze specifiche in relazione alle singole disabilità;

• Rafforzare le capacità inclusive di tutti i docenti curricolari, attraverso l’applicazione di metodologie e tecniche per favorire l’inclusione e la sperimentazione di modelli di collaborazione e cooperazione dei team docenti;

• Assicurare a team di docenti e consigli di classe che accolgono nella propria classe alunni disabili un modulo formativo per consolidare le capacità di progettazione, realizzazione, valutazione di percorsi didattici appropriati e integrati, anche in collaborazione con altri soggetti che appartengono alla comunità educante del territorio di riferimento;

• Promuovere la ricerca sulle didattiche inclusive, anche di carattere disciplinare e nelle sue connessioni interdisciplinari, per produrre risorse didattiche per gli insegnanti, in collaborazione con università, centri di ricerca e associazioni