Con l’emanazione del DPR 80/2013 e della legge 107/2015 si sta delineando un compiuto sistema di valutazione finalizzato alla qualificazione del servizio scolastico, alla valorizzazione delle professionalità e soprattutto al

miglioramento degli apprendimenti e delle competenze degli allievi. La cultura della valutazione sottesa a questo sistema si basa sul rapporto ricorso tra autovalutazione, valutazione esterna, miglioramento e rendicontazione

pubblica degli esiti.

Questo processo di valutazione porta in sé un’idea di autonomia e responsabilità, di sviluppo e miglioramento riferibile sia all’organizzazione che al personale della scuola.

La formazione è un passaggio fondamentale per lo sviluppo di una cultura della valutazione e diviene una leva potente per l’orientamento delle scelte della scuola e per la promozione della qualità organizzativa e professionale attraverso la partecipazione attiva di tutti i soggetti, non considerati“destinatari passivi” delle azioni valutative, ma protagonisti attivi del miglioramento. La formazione sui temi della valutazione assume così un ruolo strategico per orientare in termini formativi, pro-attivi, riflessivi, lo sviluppo del sistema a tutti i livelli (per gli allievi, gli operatori, le scuole).

Fondamentali risultano le riforme in atto in merito alla valutazione degli apprendimenti (comma 181 lettera i, legge 107/2015: delega in materia di valutazione degli apprendimenti e certificazione delle competenze); in merito alla valutazione delle organizzazioni scolastiche (DPR 80/2013) e in merito alla valorizzazione delle professionalità (commi 126-130 legge 107/2015). In sostanza, per la prima volta in Italia, si sta sviluppando un sistema di valutazione organico ed integrato fra apprendimenti, scuole e professionalità. Vi è la necessità che la formazione intorno ai temi della valutazione risulti quindi un’azione di sistema prioritaria dal livello nazionale alla singola Istituzione scolastica.

Saranno oggetto di azioni di sistema anche le capacità di analizzare i dati valutativi, di mettere a punto i piani di miglioramento, di monitorare via via gli esiti, di riorientare le azioni e di rendicontare i risultati effettivamente raggiunti. Le iniziative dovranno coinvolgere tutte le scuole e tutta la comunità professionale, in particolare i Nuclei interni di valutazione e di miglioramento e i Comitati di valutazione.

Inoltre sarà necessario porre una particolare attenzione alla valutazione della dirigenza scolastica in quanto vedrà la sua prima applicazione a partire dall’a.s. 2016/17 (DM 28 giugno 2016, n. 25), e avrà una sua prima applicazione nel triennio 2016/19, coinvolgendo direttamente tutti i Dirigenti scolastici, oltre ai Dirigenti tecnici come coordinatori dei Nuclei di valutazione. In questo caso la formazione non solo dovrà introdurre il nuovo sistema e accompagnare all’uso della metodologia e degli strumenti, bensì permettere ai dirigenti di promuovere e sviluppare al meglio la loro professionalità anche attraverso gli esiti della valutazione.

 

Le azioni di formazione dovranno prevedere il coinvolgimento attivo dei partecipanti attraverso analisi di caso e di approfondimento delle realtà delle singole istituzioni scolastiche. Determinante risulterà da subito la costruzione e lo sviluppo di “reti di scopo” specifiche sul tema, anche con la partecipazione esterna di enti di ricerca, associazioni e università, che, a seguito di una base comune di riferimento, continuino nel tempo in autonomia

le iniziative di formazione e ricerca.

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