Oggi viene chiesto agli insegnanti di ogni ordine e grado di spostare il rapporto didattico da modelli trasmissivi a dimensioni interattive, per preparare tempestivamente gli studenti anche a lavori che non esistono ancora, a tecnologie che non sono ancora state inventate, a risolvere problemi che nessuno può prevedere.

Il Piano Nazionale della Scuola Digitale (DM n.851 del 27 ottobre 2015), il DLgs 62/2017, attuativo della L.107/2015 e le Indicazioni nazionali e nuovi scenari ( D.M. 1/8/2017, n. 537, integrato con D.M. 16/11/2017, n. 910) chiedono di sviluppare il pensiero computazionale fin dalla scuola dell’infanzia.

Lo strumento didattico più utilizzato per educare i bambini al pensiero computazionale è il coding, che consente di apprendere le basi della programmazione informatica in modo pratico e divertente.

Il coding : aiuta a pensare meglio e in modo creativo; stimola la  curiosità attraverso quello che apparentemente può sembrare solo un gioco; consente di imparare le basi della programmazione informatica; insegna a “dialogare” con il computer, a impartire alla macchina comandi in modo semplice e intuitivo.

 Il segreto sta tutto nel metodo: poca teoria e tanta pratica.

 Il coding a scuola  educa bambini e ragazzi al pensiero creativo, ma anche per il suo risvolto pratico. L’obiettivo non è formare una generazione di futuri programmatori, ma educare i più piccoli al pensiero computazionale, che è la capacità di risolvere problemi – anche complessi – applicando la logica, ragionando passo passo sulla strategia migliore per arrivare alla soluzione.

 

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OBIETTIVO DI RICERCA:

-          Acquisire una metodologia che, partendo dalla scuola dell’infanzia, faciliti gli apprendimenti e migliori le relazioni all'interno di un gruppo mediante un approccio calibrato sulle differenti persone che apprendono.