La didattica per competenze rappresenta la risposta a un nuovo

bisogno di formazione di giovani che nel futuro saranno chiamati sempre

più a reperire, selezionare e organizzare le conoscenze necessarie a risolvere

problemi di vita personale e lavorativa. Questa evoluzione concettuale rende evidente il legame che si intende oggi realizzare tra le aule scolastiche e la vita che si svolge al di fuori di esse, richiedendo alla scuola – e soprattutto a ciascun insegnante – una profonda e convinta revisione delle proprie modalità di insegnamento per dare vita a un ambiente di apprendimento sempre più efficace e commisurato alle caratteristiche degli studenti.

Non si tratta semplicemente di adottare nuove tecnologie o nuovi dispositivi didattici. Lavorare sulle competenze degli studenti per svilupparle al meglio richiede un cambiamento di paradigma nell’azione didattica com plessiva – a partire dalle modalità di valutazione dei risultati – e dunque richiede una profonda azione di formazione in servizio degli insegnanti di ogni ordine e grado di scuola, come accompagnamento ad un processo di ricerca continua.

Allo stesso tempo, occorre lavorare nella direzione di rafforzare l’applicazione di metodologie attive

che rendano lo studente protagonista e co-costruttore del suo sapere attraverso il procedere per compiti di realtà,

problemi da risolvere, strategie da trovare e scelte da motivare. È sempre più forte, quindi, la necessità di integrare nelle discipline il concetto di competenza, inteso come capacità di ricontestualizzare conoscenza e abilità, per l’acquisizione dei saperi fondanti.

Attraverso una formazione che adotti il modello di ricerca-azione partecipata, i docenti avranno l’occasione di implementare il loro essere ricercatori e sperimentatori di proposte, pratiche didattiche e di strumenti di valutazione.

Questo significa sancire l’allontanamento da un modello di didattica prevalentemente trasmissiva, basata sulla progettazione per obiettivi e sulla sola valutazione di contenuti appresi.

Dovranno inoltre essere estese al sistema di formazione in servizio pratiche come quella della peer observation (osservazione reciproca). Già sperimentata da oltre 110.000 docenti neoassunti negli ultimi due anni durante l’anno di prova e giudicata dagli stessi come la fase più positiva, l’osservazione reciproca in classe tra docenti può divenire strutturale in tutte le scuole (per esempio attivando momenti di compresenza in progetti paralleli della

stessa disciplina). In ultimo, occorre promuovere percorsi formativi particolarmente mirati ad

un obiettivo cruciale per il nostro sistema, ovvero il rafforzamento delle competenze di base degli studenti.

Come mostrato da indagini nazionali e internazionali, l’impatto sugli apprendimenti dell’attività didattica può essere

notevolmente aumentato se sono rafforzate e innovate le metodologie didattiche in uso, unitamente a un continuo aggiornamento disciplinare dei docenti.

LINEE STRATEGICHE

Favorire la capacità delle scuole di progettare il curricolo per competenze, in ottica verticale e di integrazione degli apprendimenti disciplinari;

Spostare l’attenzione dalla programmazione dei contenuti alla didattica“per competenze”;

Fornire ai docenti un quadro teorico consistente e mostrare esempi e modelli significativi, immediatamente applicabili, favorendo la correlazione tra attività curricolari e situazioni di realtà;

Rafforzare le competenze di base attraverso l’utilizzo di metodologie didattiche innovative;

Promuovere la diffusione di strumenti idonei all’osservazione, documentazione e valutazione delle competenze;

Promuovere la pratica dell’osservazione reciproca in classe (peer observation);

Promuovere la connessione tra progettazione dei curricoli, azione didattica in classe, valutazione formativa e certificazione degli apprendimenti;

Utilizzare la mappatura e certificazione delle competenze come strumento per una progettazione “a ritroso”;

Utilizzare i traguardi per lo sviluppo delle competenze e gli obiettivi di apprendimento per progettare percorsi didattici e delineare la mappa di competenze in uscita;

Sostenere lo sviluppo di una cultura della valutazione, capace di apprezzare le competenze promosse negli allievi e non solo di verificare le conoscenze;

Promuovere la ricerca didattica, sia di carattere disciplinare, sia nelle sue connessioni interdisciplinari;

Favorire la documentazione delle esperienze creando banche di materiali didattici e di buone pratiche a partire da quelle presenti nei percorsi già realizzati per l’attuazione delle Indicazioni Nazionali.