Partire dalla centralità della relazione educativa significa superare il legame tradizionale tra maestro e alunno basato su una rigida demarcazione di ruoli e approfondire il concetto del prendersi cura dell’apprendimento, attraverso larelazione come elemento qualificante la professionalità e l’intenzionalità dell’intervento educativo e punto di ancoraggio per la costruzione di percorsi personalizzati, finalizzati al benessere e al successo formativo di ciascun alunno.

Il percorso formativo è teso ad affrontare il concetto di cura come attenzione ai diritti dei bambini, sintonizzazione sulle loro richieste esplicite  e implicite, sui loro contesti di vita; interpretazione critica e creativa del sapere; ricerca di un metodo originale, che trae origine dalle   peculiarità della situazione a cui si applica, dalle risorse e dai limiti che ogni soggetto porta con sé studio, ricerca, innovazione, capacità di passare da una conoscenza additiva,  ad unaorganizzatrice e partecipata.

Il gruppo in formazione, dopo aver acquisito le conoscenze necessarie per larealizzazione di una “relazione educativa efficace”, riguardo a metodologie, tecniche e stili comportamentali (che dovranno diventare parte integrante dell’agire professionale), costruirà gli strumenti per la loro traduzione simbolicae la documentazione. Inoltre, definirà gli indicatori per la rilevazione dei dati relativi alle azioni che la scuola (dell’infanzia e del I ciclo) promuove per l’inclusione e la differenziazione; l’organizzazione di ambienti di apprendimento flessibili, confortevoli   e attraenti; la continuità;  il benessere, la partecipazione, l’impegno  e  il coinvolgimento di ciascun bambino.

Ciò, anche alla luce delle recenti indicazioni che la sperimentazione ”RAV- infanzia” suggerisce alle scuole, relativamente al processo

autovalutativo e alla programmazione di coerenti azioni di miglioramento.


Partire dalla centralità della relazione educativa significa superare il legame tradizionale tra maestro e alunno basato su una rigida demarcazione di ruoli e approfondire il concetto del prendersi cura dell’apprendimento, attraverso la relazione come elemento qualificante la professionalità e l’intenzionalità dell’intervento educativo e punto di ancoraggio per la costruzione di percorsi personalizzati, finalizzati al benessere e al successo formativo di ciascun alunno.

Il percorso formativo è teso ad affrontare il concetto di cura come attenzione ai diritti dei bambini, sintonizzazione sulle loro richieste esplicite  e implicite, sui loro contesti di vita; interpretazione critica e creativa del sapere; ricerca di un metodo originale, che trae origine dalle   peculiarità della situazione a cui si applica, dalle risorse e dai limiti che ogni soggetto porta con sé studio, ricerca, innovazione, capacità di passare da una conoscenza additiva,  ad una organizzatrice e partecipata.

Il gruppo in formazione, dopo aver acquisito le conoscenze necessarie per la realizzazione di una “relazione educativa efficace”, riguardo a metodologie, tecniche e stili comportamentali (che dovranno diventare parte integrante dell’agire professionale), costruirà gli strumenti per la loro traduzione simbolica e la documentazione. Inoltre, definirà gli indicatori per la rilevazione dei dati relativi alle azioni che la scuola (dell’infanzia e del I ciclo) promuove per l’inclusione e la differenziazione; l’organizzazione di ambienti di apprendimento flessibili, confortevoli   e attraenti; la continuità;  il benessere, la partecipazione, l’impegno  e  il coinvolgimento di ciascun bambino.

Ciò, anche alla luce delle recenti indicazioni che la sperimentazione ”RAV- infanzia” suggerisce alle scuole, relativamente al processo

autovalutativo e alla programmazione di coerenti azioni di miglioramento.

Partire dalla centralità della relazione educativa significa superare il legame tradizionale tra maestro e alunno basato su una rigida demarcazione di ruoli e approfondire il concetto del prendersi cura dell’apprendimento, attraverso la relazione come elemento qualificante la professionalità e l’intenzionalità dell’intervento educativo e punto di ancoraggio per la costruzione di percorsi personalizzati, finalizzati al benessere e al successo formativo di ciascun alunno.

Il percorso formativo è teso ad affrontare il concetto di cura come attenzione ai diritti dei bambini, sintonizzazione sulle loro richieste esplicite  e implicite, sui loro contesti di vita; interpretazione critica e creativa del sapere; ricerca di un metodo originale, che trae origine dalle   peculiarità della situazione a cui si applica, dalle risorse e dai limiti che ogni soggetto porta con sé studio, ricerca, innovazione, capacità di passare da una conoscenza additiva,  ad una organizzatrice e partecipata.

Il gruppo in formazione, dopo aver acquisito le conoscenze necessarie per la realizzazione di una “relazione educativa efficace”, riguardo a metodologie, tecniche e stili comportamentali (che dovranno diventare parte integrante dell’agire professionale), costruirà gli strumenti per la loro traduzione simbolica e la documentazione. Inoltre, definirà gli indicatori per la rilevazione dei dati relativi alle azioni che la scuola (dell’infanzia e del I ciclo) promuove per l’inclusione e la differenziazione; l’organizzazione di ambienti di apprendimento flessibili, confortevoli   e attraenti; la continuità;  il benessere, la partecipazione, l’impegno  e  il coinvolgimento di ciascun bambino.

Ciò, anche alla luce delle recenti indicazioni che la sperimentazione ”RAV- infanzia” suggerisce alle scuole, relativamente al processo

autovalutativo e alla programmazione di coerenti azioni di miglioramento.